Dai segnali di fumo al telefono allo Smartphone

Dai segnali di fumo al telefono allo Smartphone

La comunicazione tra individui è una necessità che ha origine con la nascita della vita, specifichiamo sulla terra perchè ad oggi, maggio 2016, non abbiamo ancora ricevuto prove tangibili o segnali da altre civiltà sparse nel cosmo. Vediamo come si è sviluppato e attraverso quali processi, è passata l’invenzione più comunemente usata, soprattutto in Italia:

Lo Smartphone.

Chi tramite segnali di fumo, chi con piccioni viaggiatori, chi attraverso strumenti quali corni o tamburi, chi attraverso messaggeri..quello che è certo è in qualsiasi epoca si è cercato di comunicare fra tribù o vere e proprie città attraverso decine di sitemi diversi.

Fino all’invenzione dell’elettricità attribuita a Benjamin Franklin che nel giugno del 1752 eseguì il pericoloso, ma famosissimo, esperimento con l’aquilone durante il temporale; vogliamo sottolineare che come per tutte le grandi o piccole invenzioni (vedi ad esempio “dalla ruota all’automobile“) non esiste un unico solo inventore, ma un gruppo di persone che portano avanti un’idea comune anche per centinaia d’anni fino a che qualcuno non riesce a crearne un “formato” distribuibile a tutte le comunità, e così fu per Franklin, che “separò” il magnetismo dall’elettricità dando un significato specifico per l’uno e per l’altro fenomeno. Già nel 600 a.C. la forza magnetica era stata scoperta e studiata attraverso L’ AMBRA che, se sfregata, attira a sè pezzi di materiale, al tempo furono usati pezzi di tessuto. Questa scoperta è attribuita a TALETE uno dei brillantissimi scienziati cosmici che popolavano la Grecia antica.

Nel 1793 Claude Chappe, un brillante ragazzo francese figlio di un Generale e di una donna borghese, e il fratello presentarono il modello di telegrafo ad asta. In realtà era “semplicemente” una torre con dei bracci all’estremità; variandone la posizione, tramite delle funi o catene, collegate a delle manovelle poste alla base della torre, si componevano delle figure corrispondenti a lettere e numeri (vedi foto sotto).

chappe

La cosa, quasi incredibilmente, prese piede e si costruirono centinaia di torri di Chappe che collegarono commercialmente Parigi ai paesi limitrofi, inoltre furono usate da Napoleone come comunicazione militare attraverso le sue espansioni e da questo bisogno bellico venne ideato Il primo Linguaggio criptato.

La domanda di comunicazione “veloce” e non solo, prese piede e le richieste aumentarono vertiginosamente, cosi che nel 1839 Samuel Morse, unendo la scoperta dell’elettricità alla ben accolta invenzione della torre di Chappe, inventa un sistema telegrafico elettrico che impiega un filo di ferro come connessione fra strumento emittente e ricevente ed inventa un codice per il suo uso, il Codice Morse, che codifica le lettere dell’alfabeto in sequenze di impulsi di due diverse durate (punti e linee).

Si crearono migliaia di posti di lavoro e delle persone specializzate nel comunicare con l’alfabeto morse, oltre che a sviluppi tecnologici derivati, quali l’uso del rame per i fili e il raddoppiamento degli stessi abbassando la dispersione e potendo così aumentare le distanze di comunicazione.

Nel 1847 Matteucci ne affina le possibilità progettando la prima liena telegrafica italiana Pisa – Livorno, fino ad arrivare alla copertura completa dell’Europa civilizzata e dell’America del nord, tutte le linee erano sulla terra ferma, ma se qualcuno avesse voluto comunicare con le isole (quindi Inghilterra, Sicilia Sardegna ecc) sarebbe stato impossibile. Per risolvere questo problema si pensò di calare un cavo sottomarino; nel 1845  si iniziò a fare le prime prove dapprima, in America, con un cavo lungo un paio di chilometri, isolato con gomma naturale, successivamente nel 1850, venne posato sotto la Manica, poi fra Reggio Calabria e Messina e così via. Nel 1858 fra l’Irlanda e il Canada, ma si gustò subito. Si arrivò alla costruzione ed a una posa soddisfacente solo nel 1866 dopo molte prove ed aver adattato un transatlantico come posacavo.

Ufficialmente i messaggi tra Europa ed Americhe iniziarono il 27 luglio 1866 e terminarono nel 1965, anche se il cavo è ancora usato tutt’oggi.

Ricordiamo James Maxwell che nel 1860 studiò il carattere ondulatorio della luce, dell’elettricità e del magnetismo; in seguito, Heinrich Hertz riuscì a produrre le onde elettromagnetiche. Fu grazie a queste onde hertziane che 1896 Guglielmo Marconi, deposita il brevetto che successivamente affinato permetterà nel 1901 di inviare il primo messaggio senza fili attraverso l’Atlantico, non dimentichiamo l’apporto di Nikola Tesla che 1897 realizzò il sistema di trasmissione dati senza fili alla base di ogni radio poi costruita in futuro.

Era nata la trasmissione telegrafica senza fili globale.

Ma torniamo alla metà degli anni 50 dell’800, e più precisamente ai primi modelli di telefono.

Fino a prima del 2002 l’invenzione, molto controversa per la verità era attribuita a Alexander Graham Bell un Americano che nel 1878 gli si attribuì l’invenzione del telefono ma il brevetto da lui depositato non funzionava. Si partì da un sistema di comunicazione padre del quale fu Kung-Foo-Whing, che inventò un sistema di comunicazione attraverso dei tubi poco prima dell’anno 1000. E da qui che il nostro Meucci si rifece a quegli studi per elaborare il suo modello di telefono anzi il “telettrofono” come lo chiamò al momento di depositare il brevetto; fu molto aiutato dagli studi di Basilio Catania, prima di lui però un ‘altro italiano della val d’Aosta, un certo Manzetti che nel 1850 dimostrò il funzionamento di un apparecchio elettrico che era in grado di comunicare a distanza, ma non riuscì a portare avanti la diffusione, probabilmente per mancanza di fondi ed idee commerciali. Tutto questo però venne ceduto a Meyer il direttore dei telegrafi di NewYork, tramite la moglie del Manzetti da poco morto e vi lasciamo immaginare cosa accadde.

Nel 1860 Johann Philipp Reis e nel 1877 Elisha Gray presentaro i loro modelli di telefono che non sembravano essere degli ottimi apparecchi, comunque andarono via via migliorando fino a che banchieri ed agenti di cambio non cominciarono a farne un largo uso attorno al 1880

Per dare un’idea del periodo ricordiamo che in questi 150 anni (dal 1750 al 1900), si sono inventate automobili e telefoni, quindi mezzi di comunicazione per persone e voce. Incredibile la grandezza di queste invenzioni, soprattutto se pensiamo che contemporaneamente allo sviluppo dei primi telefoni si sviluppò anche la radio che comincia ad avere un forte utilizzo poco prima della guerra nel 1904, anno in cui Fleming, della University College di Londra, inserì la valvola termoionica alla “stazione Marconi”. Il diodo inserito inizialmente venne sostituito da un triodo inventato da De Forest, assicurando una maggiore pulizia del segnale e  una grande capacità di modulazione e trasmissione del segnale a una lunghezza d’onda prescelta.

Da lì in avanti vennero migliorati, evoluti e creati tutti i sistemi e le componenti fino ad arrivare alla creazione delle radio militari da campo che servivano durante le guerre mondiali e come sappiamo bene purtroppo le Guerre velocizzano il processo di sviluppo tecnologico, permettendo investimenti altrimenti ingiustificabili

La prima guerra mondiale si combatté quasi esclusivamente grazie alla trasmissione radio senza fili dei messaggi Morse e nel 1917 le valvole termoioniche passarono da una produzione di circa 400 alla settimana a oltre 20.000 alla fine del conflitto.

Il 23 febbraio 1920 si trasmise il primo regolare servizio radiofonico della storia, per due ore consecutive al giorno, per un periodo di due settimane. Dopo aver ottenuto il 16 ottobre 1920 una licenza di trasmissione ufficiale, la Westinghouse di Pittsburgh entrò in servizio a partire dal 2 novembre 1920, trasmettendo con il nome di KDKA da uno stabilimento industriale di Washington.

In breve tempo, la radio si diffonde in maniera così rapida che negli Stati Uniti già nel 1922 si contano ben 187 stazioni, un pubblico in grande crescita ed un numero di ricevitori funzionanti che alla fine di quell’anno toccherà quota 750 mila.

Nel 1922 viene fondata, in Gran Bretagna la più antica radio del mondo tuttora esistente: la BBC

Citiamo questi eventi sulla radio perché sommando le tecnologie a disposizione ed il modo di utilizzo delle persone fu “facile” portare la radio negli anni ’30 a delle evoluzioni così ottimali che nel 1940 un’azienda che conosciamo bene: la MOTOROLA, inventò il primo Handie-Talkie.

Confuso con il “walkie talkie” si riferiva al modello portato sulla schiena, mentre “handie talkie” fu il dispositivo portatile che stava in una mano (ma con performance ridotte).

L’ingegnere e sviluppatore Alfred J. Gross della Joan-Eleanor system che lavorò anch’egli alla tecnologia che stava dietro il walkie-talkie, tra il 1934 e il 1941, ed alcuni lo hanno accreditato come l’inventore di tali sistemi.

Ci furono altre innovazioni che portarono l’Handie-Talkie ed il walkie talkie ad un uso sempre più

Radio-militare
walkie-talkie

portatile soprattutto nel 1955, anno in cui scoppiò la guerra del Vietnam, questi apparecchi si evolsero fino alla fine del conflitto, nel 1975, vennero largamente utilizzate per il richiamo degli aerei incendiari al napalm.

In quegli anni  Martin Cooper direttore della sezione Ricerca e sviluppo della Motorola, fece la sua prima telefonata da un cellulare il 3 aprile 1973, si dice che abbia telefonato ad un suo concorrente telefonico, per avvisarlo di aver “vinto la gara”.

Era un prototipo pesante 1 kg si caricava in 10 ore e aveva un’autonomia di chiamata di 30 minuti, che comunque nel ’73 era gran cosa.

Ad ogni modo nel 1982 la Motorola decise di produrre un modello commerciabile dal costo di 4000 dollari. Aveva la possibilità di memorizzare 30 numeri, le dimensioni e il peso dei prodotti sono stati ridotti e in aggiunta alla tipica tastiera telefonica a 12 tasti, aveva dei tasti speciali per la memorizzazione, l’invio, richiamata, blocco, volume. Il successo non si fece attendere e tutti i più ricchi industriali del tempo fecero a gara con tempi d’attesa simili a quelli di una Ferrari, erano ancora cellulari che basavano i loro segnali via Radio (160/450/900 MHz).

Alla fine del decennio Nokia, anche se gli studi cominciarono nel 1980, decide di entrare in gara con Motorola e presentò il suo modello dalle caratteristiche simile al concorrente.

Ma è tra il 90 ed il 95 che ci fu la vera Rivoluzione, con l’introduzione del segnale analogico ci fu la possibilità di mandare gli sms oltre all’aggiunta di un chip più potente ed uno schermo più performante nonché una batteria migliore e più contenuta, alla fine il telefono divenne alla portata di tutti e fu più normale averlo che non. Ricordiamo Nokia e il suo gioco snake con cui metà della popolazione mondiale di quegli anni è cresciuta.

Nel 2000 fece la prima comparsa la macchina fotografica su un telefono, spartana e poco performante, ma sappiamo che non è stata un’invenzione così assurda; nel 2002 lo schermo a

primo-modello-di-iphone
Iphone1_home

colori, nel 2005 internet in wifi e banda larga. Si entrò nella seconda era 2G dove la somiglianza ormai con i pc fecero rizzare le antenne ad uno dei più grandi creativi della storia Steve Job.  Nel 2007 presentò il suo primo Iphone

 

che permetteva tramite icone di poter fare miriadi di cose, oltre all’aprire la strada agli schermi touch screen, la vera innovazione di quel tempo. In seguito ci fu la comparsa della terza generazione la 3G dove si cominciò ad utilizzare internet in maniera massiccia e i GPS diventarono centrali. Non sono solo telefoni sono diventati oggetti multi uso, intuitivi, intelligenti:

SMARTPHONE

Fino ad oggi dove le fotocamere sono diventate più potenti di alcune macchine fotografiche ed alcune cose stanno ancora evolvendo come il riconoscimento ottico e la lettura delle impronte digitali.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *