Motore a scoppio

Il primo motore a scoppio fu ad idrogeno, inventato e messo a punto da due toscani,

Padre Eugenio Barsanti, di Pietrasanta, professore di fisica e di idraulica all’Osservatorio Ximeniano e Felice Matteucci, ingegnere e fisico lucchese.

Nel 1853, i due tecnici presentano all’Accademia dei Georgofili una memoria nella quale è descritto un motore che utilizza la combustione interna dei gas per produrre forza motrice.

Tre anni dopo, l’officina meccanica della Fonderia del Pignone realizza un modello del motore Barsanti-Matteucci, che può essere considerato il primo esempio al mondo di motore a scoppio.

Era il 1843 quando,insegnando fisica e scienza matematiche nel collegio di San Michele a Volterra, Barsanti entrò in classe con uno strumento di rame, fatto a forma di bottiglia, da lui stesso costruito per riprodurre la Pistola di Volta, che fu riempito di idrogeno e aria e chiuso all’estremità con un tappo di sughero ben aderente alle pareti.

Lo scoccare della scintilla provocò uno scoppio fragoroso e fece saltare il tappo. Da questo esperimento in classe nacque l’ idea di trasformare la naturale esplosione di una miscela detonante in energia motrice.

A questo scopo Barsanti avviò una collaborazione con Matteucci, ingegnere, con il quale era stato messo in contatto dall’Osservatorio Ximeniano di Firenze dove infatti i due scienziati lavorarono assieme per mettere a punto il primo motore a scoppio.

I primi motori a scoppio ad azione differita, realizzati sulla base di quello studio, vennero costruiti nella Fonderia Benini di Firenze, oggi Nuovo Pignone.

Il secondo motore, di tipo bicilindrico, fu realizzato nel 1856 nelle officine della stazione Maria Antonia di Firenze, oggi Santa Maria Novella.

Il motore funzionava con regolarità e azionava un trapano ed una cesoia. Nel convegno celebrativo dell’ invenzione uno degli argomenti principali sarà quello del motore a idrogeno. ‘Le difficoltà che ancora sussistono nella realizzazione di motori a idrogeno su vasta scala derivano soprattutto dalla difficoltà a produrre l’idrogeno in maniera economica.

Per derivare l’idrogeno dall’acqua c’è bisogno di un combustibile che ha un costo. Oggi questo combustibile è il metano, ma l’energia necessaria potrebbe anche essere tratta dal sole, dal vento e dalle biomasse, il punto è comunque quello di abbassare i costi per la produzione di idrogeno che presenta ancora difficoltà anche sotto il profilo dello stoccaggio, essendo una sostanza cinque volte più infiammabile del petrolio’.