Il problema n.1 delle Centrali Nucleari

è la fusione, che richiede temperature di lavoro elevatissime, tanto elevate da non poter essere contenuta in nessun materiale esistente.

Il plasma di fusione viene quindi confinato grazie all’ausilio di campi magnetici

come funziona una centrale nucleare

funzionamento schematico centrale nucleare

di intensità elevatissima. D’altra parte, per raggiungere le alte temperature necessarie a innescare e sostenere la reazione, vi sono varie tecniche possibili:                                                    Una delle più promettenti consiste nel concentrare sul plasma in cui deve avvenire la reazione di fusione fasci di onde elettromagnetiche ad elevata frequenza, comunque inferiore alla frequenza della luce visibile. Uno dei problemi attualmente più studiati (2007) è la costruzione delle antenne necessarie a generare questi fasci in ITER.

CAVO

sezione cavo ITER ø ±1.5m

Il tutto rende il processo difficile, tecnologicamente complesso e dispendioso.

I materiali che entrano nella reazione sono il deuterio, facilmente reperibile in natura, ed il trizio, che invece, a causa del suo breve periodo di decadimento, non è presente in natura.

Questo comporta che sia la centrale a dover generare la quantità di trizio richiesta per le reazioni nucleari che dovranno produrre energia (per ITER è prevista una richiesta di trizio di circa 250 g/d, mentre per DEMO, che dovrà funzionare in continuo, la richiesta sarà sensibilmente più elevata). Il trizio è comunque facilmente ottenibile facendo reagire il litio con un neutrone.

Pertanto uno dei componenti chiave della futura centrale energetica a fusione sarà il blanket, che è la parte di centrale in cui i neutroni di reazione