I segreti psicologici del successo

I segreti psicologici del successo

sono da sempre oggetto di studio ma in questo articolo li analizzeremo in maniera più tecnica ed approfondita cercando di scremare i luoghi comuni in maniera del tutto cinica, come gli affari richiedono d’essere, o è un luogo comune anche questo…vediamo.

Martin Luther King Jr. diceva questo:

“..Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro.”

Molti di noi non hanno amici che ce l’hanno fatta da soli da 0. Molti di quelli che conosciamo magari sono persone benestanti che hanno fatto l’università ed hanno trovato un buon impiego e che fa guadagnar loro molti soldi, ma quello di cui stiamo parlando non è l’essere dipendente da un qualcosa e soprattutto dalle idee di qualcuno, ma è cercare qualcosa di nostro, per la pura e semplice voglia di riempire la NOSTRA vita con le NOSTRE idee.

Una cosa importante quando si capisce di voler aprire un’attività o fare investimenti è lo spirito imprenditoriale, nessuno ve lo insegna, potete “rubare” delle nozioni a qualche vs conoscente, ma nella maggior parte dei casi si sviluppa crescendo, stando attenti alle cose ricordando quasi unicamente solo ciò che serve alla nostre idee per il successo.

Chi è dotato di questo spirito solitamente è spinto da un obiettivo preciso nella vita, la fiducia nell’esistenza di un senso superiore nella vita a dare la forza per rischiare.

James Gottfurcht, psicologo fondatore della Psychology of Money Consultants, ha notato una Energia infinita e creatività nonchè una marcata iperattività correlata ad una scarsa necessità di riposo, in tutti i grandi possidenti e imprenditori.

“..Gli uomini d’affari conducono una vita dai ritmi stressanti, ma hanno un’ottima capacità di auto rigeneramento ..”. dice.

Molti dei più autorevoli psicologi di imprenditori e star descrivono i loro clienti come delle vere forze della natura… Possiedono una capacità straordinaria di concentrare i loro sforzi e le loro energie quando intravedono una concreta possibilità nel futuro.

Escogitare soluzioni originali per raggiungere i propri scopi e essere fermamente convinti che il mondo accoglierà le loro nuove idee di business.
In questo caso però c’è il rovescio della medaglia: lo psicologo ha anche riscontrato nei suoi pazienti dei tratti da “disturbo narcisistico di personalità“. Si tratta di un disordine che porta l’individuo a sentirsi “speciale”, a ricercare continuamente ammirazione e a mancare di empatia verso gli altri. Scelte diciamo noi, sappiamo che un difetto almeno dobbiamo averlo e questo a favore del nostro obbiettivo può essere accettabile.

Comunque anche se dotati di grande autostima, gli uomini di successo sono estremamente consapevoli delle proprie qualità e dei propri difetti. Riconoscono le aree in cui sono mediocri e proprio per questo motivo si circondano di persone che sopperiscono alle loro manchevolezze, aiutandoli così a raggiungere l’obiettivo. Viene così spazzato anche il mito della «prima donna» sul lavoro: i grandi imprenditori sanno mettere da parte l’ego per il bene del progetto.

Oculatezza e Lungimiranza

Gli imprenditori sono per natura amanti del rischio. Secondo un esperto di planning finanziario infatti i grandi possidenti sono in genere molto più lungimiranti della maggiore parte dei semplici investitori. Decidono di comprare azioni o proprietà solo se è un’attività che ha un senso nella loro vita, credono insomma in progetti che li premieranno sul lungo termine.

Per questo motivo non li vedrete mai puntare soldi al gioco o scommettere sul danaro.

Un articolo molto carino di Panorama riprende un’analisi fatta già a metà anni ’90 ma troviamo riscontro in altri studi e quindi è secondo noi di valore. In pratica dice che:

E’ l’intelligenza emotiva il segreto del successo, e la domanda che pone è Perchè esistono persone più ricche, determinate e di successo di altre?

Secondo i ricercatori del dipartimento di scienze della comunicazione di Foothill College, nella Silicon Valley, la differenza tra chi ce la fa e chi no, a parità di possibilità, sta nel maggior sviluppo di quella che viene chiamata “Intelligenza emotiva” nelle persone di successo; e questa non ha nulla a che fare con il Quoziente Intellettivo.

Il professor Preston Ni, a capo del team di ricercatori, ha parlato dell’intelligenza emotiva come della “Capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone”.

Sarebbe questo il vero segreto del successo anche secondo una ricerca di Canergie Institute of Technology che ha dimostrato che l’85% del successo economico di una persona è legato a caratteristiche che non hanno a che fare con la sua preparazione accademica, quanto piuttosto con capacità relazionali.

Credo in se stessi. Essere sicuri del percorso scelto ed è una cosa che si sente dentro, quella di andare contro a tutte le convenzioni create da chi “non ce la fatta” che comprende tutte quelle persone che hanno un capo.

Avere una buona attitudine relazionale permette in primo luogo di ridurre l’ansia (frutto di insicurezza e paura); migliorare l’autostima (conoscersi permette di amarsi di più); di gestire le emozioni negative ed in ultima analisi di rialzarsi nei momenti difficili.

Questione di allenamento

Per sviluppare l’intelligenza emotiva esistono dei veri e propri esercizi e dei training che preparano a combattere contro agli ostacoli che ogni giorno minano ansia o fiducia. Fondamentale in questo senso, è porsi le giuste domande nei momenti difficili, come spiega lo stesso Professor Ni: “L’importante è porsi le domande giuste. Chiedersi:

Cosa posso imparare da questa esperienza?

In che modo questa può essere un’opportunità?

Sono modi per sviluppare un atteggiamento ‘elastico’ nei confronti degli avvenimenti che ci succedono.

C’è anche chi sostiene la logica del giver e del taker, in realtà questo può essere preso in considerazione tanto che Adam Grant nel suo libro racconta la logica del Più dai. Più guadagni.

Troppo astratto, va bene per vendere libri, ma non è detto secondo noi che se lavori sodo in un’azienda otterrai promozioni importanti o altro che sia paragonabile al nostro volere. Qui parliamo di aprire una “cosa” tutta nostra.

Però qualcosa che ci sentiamo di condividere con Grant c’è, ossia quella che dice che alla base del successo c’è la capcità di costruire buone relazioni basate sulla reciprocità, ossia sullo scambio. Per cui coltivare una rete di rapporti è un punto di qualità che può fare la differenza e oggi la tecnologia ha reso questo molto più possibile che un tempo.

Anche il TIME, il famoso giornale americano, descrive che la felicità non è questione di fortuna. Secondo la psicologia è un’attitudine che ognuno può apprendere da sé modificando il proprio punto di vista sulle cose e coltivando l’ ottimismo.

Ma non finisce qui: il cervello può essere educato alla felicità o all’infelicità attraverso un allenamento composto da tre esercizi, che il Time desume da alcune prestigiose pubblicazioni di psicologia. Come è stato composto questo articolo ad esempio.

 

Numero 1:

prima di andare a letto, annotare almeno tre cose positive accadute durante la giornata;

 

Numero 2:

confrontarsi sempre con gli altri, ma solo con chi è peggiore di noi;

 

numero 3:

guardare al passato e alle cose che ci sono successe in modo positivo, analizzandole dalla giusta prospettiva.

 

Il cammino attraverso le “pillole” di felicità dispensate dalla pubblicistica americana inizia con “Psicologia positiva: La scienza della felicità”, in cui si mette in luce come, per avere successo in determinate professioni (avvocato o commercialista) sia indispensabile adottare un pessimismo diffuso che, utile sul lavoro, spesso, però, finisce per estendersi anche alla sfera privata, minando la propria felicità.

Ci siamo sentiti di aggiungere quest’ultimo paragrafo perchè è cosa comue di molti lamentarsi al alvoro ed è così comune che sono delle semplici cose che ci possono migliorare e farci intrprendere il sentiero GIUSTO.

 

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